D’ACCORDO, ormai si è detto tutto sull’effetto Bergodi dopo il suo ritorno sulla panchina gialloblù, un beneficio destinato probabilmente ad incidere ancora sul cammino dei canarini nelle prossime settimane.
Certo è che quella dei calciatori è una categoria particolare. A Modena nel corso di questa stagione, hanno davvero assunto un ruolo centrale, mettendo in pratica un piano che solo adesso, dopo gli 11 punti conquistati nelle ultime 5 gare, possiamo ritenere perfetto.
Volevano la testa di Cuttone e sono stati accontentati. Volevano il ritorno di Bergodi e così è stato. In particolare su quest’ultimo desiderio, se c’erano dei dubbi, basta rileggere le interviste di queste settimane e tutti, proprio tutti, l’hanno detto chiaramente, spazzando via ogni dubbio.
Questo è il classico esempio di una situazione in cui la società è stata costretta a sottostare ai voleri di un gruppo. Giusto o sbagliato che sia, il dibattito è aperto.
Il Modena di Gubbio, lo abbiamo visto tutti, ha giocato contro il proprio allenatore, creando le premesse dell’esonero. Da quel momento in poi l’atteggiamento è cambiato e adesso siamo qui, giustamente, ad elogiare i progressi evidenti di una squadra che viaggia a mille.
L’unico disagio potrebbero provarlo coloro che investono quattrini in una società come quella gialloblù e scoprono che, alla fine dei conti, sono i calciatori a determinare le strategie. Come quella di scegliersi il proprio allenatore.
Sarà forse anche un falso problema, ma un precedente del genere farà riflettere la prossima volta che si dovranno prendere decisioni importanti. Chi avrà l’ultima parola?
di Stefano Ferrari
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